Il DSM
Il DSM è la classificazione dei disturbi
Un passaggio fondamentale nella classificazione dei disturbi mentali è la pubblicazione, nel 1952, del DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), curato dalla American Psychiatric Association.
Dal 1990 il DSM è definito ateorico:
• non si basa su una specifica teoria psicologica
• descrive e classifica i disturbi in base ai sintomi osservabili, l’edizione del 2013 elenca circa 400 disturbi, raggruppati in diverse categorie.
Principali categorie di disturbi psicologici
2. Disturbi dello spettro della schizofrenia
Disturbi psicotici caratterizzati da allucinazioni, e perdita di contatto con la realtà. Quando prevale un delirio coerente ma irrazionale si parla di paranoia.
3. Disturbi depressivi
Presentano perdita di interesse, alterazioni del sonno, senso di colpa e pensieri di morte. Si distinguono dalla tristezza normale perché sono persistenti e invalidanti.
4. Disturbi d’ansia
L’ansia diventa patologica quando è sproporzionata e limita la vita della persona. Comprendono attacchi di panico, agorafobia e fobie specifiche.
5. Disturbi ossessivo-compulsivi
Caratterizzati da ossessioni (pensieri intrusivi) e compulsioni (comportamenti ripetitivi per ridurre l’ansia). Tra le varianti: disturbo da accumulo e dismorfismo corporeo.
6. Disturbi legati a eventi traumatici
Possono comparire dopo eventi gravi. Il disturbo post-traumatico da stress include ricordi intrusivi, incubi, evitamento e iperattivazione. La capacità di reagire agli eventi difficili è detta resilienza.
7. Disturbo dissociativo dell’identità
Presenza di identità diverse che si alternano nel controllo della persona, spesso con amnesie.
8. Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione
Comprendono anoressia e bulimia, caratterizzate da un rapporto problematico con il cibo e da un’alterata immagine del corpo.
9. Disturbi del controllo degli impulsi
Difficoltà nel controllare aggressività e comportamenti distruttivi, frequenti soprattutto nell’adolescenza.
10. Disturbi da uso di sostanze
Dipendenza da sostanze come alcol, cannabis o tabacco. Le caratteristiche principali sono craving (forte desiderio), astinenza e problemi nella vita sociale e lavorativa.
11. Disturbi neurocognitivi
Colpiscono soprattutto gli anziani. Il più noto è l'Alzheimer, che provoca perdita progressiva di memoria e autonomia.
12. Disturbi parafilici
Pratiche sessuali che possono comportare rischio o danno. La classificazione cambia nel tempo: ad esempio l’omosessualità è stata rimossa dal DSM nel 1973.
Il principio teorico del DSM
Il DSM-5, pubblicato dall’American Psychiatric Association, si basa su un principio ateorico.
Il DSM è quindi uno strumento di classificazione descrittiva, utile per la diagnosi e la comunicazione tra professionisti, ma non spiega le cause profonde dei disturbi.
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