Dal comportamentismo al cognitivismo
Dal comportamentismo al cognitivismo
Comportamentismo: limiti e crisi, il comportamentismo considerava la mente come una black box, cioè una scatola nera non indagabile.
L’obiettivo era studiare solo:
• stimoli provenienti dall’ambiente
• risposte osservabili (motorie o fisiologiche) Tutto ciò che era mentale → veniva escluso come non scientifico. Negli anni ’50 questa posizione risultò insufficiente perché non spiegava:
• strategie cognitive
• motivazioni
• differenze individuali
• percezione soggettiva
• linguaggio e processi simbolici
Gli psicologi della Gestalt fuggiti negli USA (Wertheimer, Köhler, Koffka) introdussero idee nuove:
• la percezione è organizzazione attiva, non somma di stimoli
• gli animali e gli umani risolvono problemi tramite insight → Queste idee prepararono il terreno per il cognitivismo.
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