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La psicoanalisi dopo Freud

La psicoanalisi dopo Freud Dopo la morte di Freud, la psicoanalisi si diffuse in tutto il mondo ma nacquero anche diverse correnti. Carl Gustav Jung Si separò da Freud perché: dava meno importanza alla sessualità infantile; parlava di inconscio collettivo, cioè immagini universali chiamate archetipi presenti nei miti e nei sogni di tutti gli uomini. Anna Freud Approfondì i meccanismi di difesa dell’Io, come: rimozione, negazione, razionalizzazione. Melanie Klein Studiò la psicoanalisi infantile introducendo il gioco e il disegno come strumenti per comprendere l’inconscio dei bambini. Jacques Lacan Criticò l’idea di un Io forte e sostenne che l’inconscio è qualcosa di diverso da ciò che crediamo di essere. Per lui la psicoanalisi non deve adattare le persone alla società, ma aiutarle a trovare la propria verità personale.

Il lavoro dello psicoanalista

  Il lavoro dello psicoanalista Le associazioni libere Durante la terapia il paziente deve parlare liberamente, dicendo tutto ciò che gli passa per la mente senza censura. Questo metodo si chiama associazione libera e serve a far emergere contenuti inconsci. Anche i sogni vengono interpretati per scoprire i desideri e i ricordi rimossi.

Narcisismo e transfert

  Narcisismo Nel 1914 Freud introduce il concetto di narcisismo, ispirato al mito di Narciso. Narcisismo primario → il neonato ama solo se stesso e non distingue sé dalla madre. Narcisismo secondario → nell’adulto può manifestarsi come eccessivo amore per sé e scarso interesse per gli altri. Un po’ di narcisismo è utile per l’autostima, ma se eccessivo può portare egoismo e disturbi psicologici. Il transfert Nel corso della terapia il paziente proietta sull’analista emozioni e sentimenti legati a persone importanti della sua vita (genitori, partner, ecc.). Questo fenomeno si chiama transfert. Attraverso il transfert il paziente può rivivere e comprendere meglio i propri conflitti interiori. Per questo Freud riteneva importante che tra analista e paziente esistesse solo un rapporto professionale.

Il complesso di Edipo e le ultime fasi dello sviluppo

  Il complesso di Edipo Durante la fase fallica compare il complesso di Edipo, ispirato alla tragedia di  Sofocle . Secondo Freud: il bambino prova un forte attaccamento verso la madre; vede il padre come un rivale; alla fine deve rinunciare al desiderio esclusivo per la madre e identificarsi con il padre. Questo processo aiuta il bambino a crescere, accettare i propri limiti e inserirsi nella società. Freud distingue anche: funzione materna → protezione e accudimento; funzione paterna → introduzione alla realtà e alle regole. Queste funzioni possono essere svolte da persone diverse, non necessariamente legate al sesso biologico. Le ultime fasi dello sviluppo Dopo la fase fallica: arriva il periodo di latenza (6-11 anni), in cui la sessualità si attenua; segue la fase genitale, nell’adolescenza, con la maturazione sessuale adulta. Le esperienze infantili, anche se dimenticate, continuano però a influenzare il carattere e i comportamenti.

Sessualità infantile e pulsioni

  Sessualità infantile e pulsioni Freud sostiene che anche i bambini possiedono una forma di sessualità, intesa come ricerca di piacere. La pulsione è una spinta interna che cerca soddisfazione. Secondo Freud, lo sviluppo infantile attraversa diverse fasi: Le fasi dello sviluppo Fase orale (0-18 mesi): il piacere è legato alla bocca e alla suzione. Fase anale (fino a 3 anni): il piacere riguarda il controllo degli sfinteri. Fase fallica (3-6 anni): il piacere si concentra negli organi genitali. Le esperienze delle fasi precedenti non scompaiono mai completamente e possono influenzare la personalità adulta. Se una fase non viene superata correttamente si verifica una fissazione, che può causare disturbi psicologici.

La prima topica

  La prima topica Sigmund Freud  descrive la mente come una specie di “geografia psichica”, chiamata prima topica. La mente è divisa in: coscienza → la parte consapevole; inconscio → la parte nascosta e molto più grande; preconscio → zona intermedia tra inconscio e coscienza. Freud paragona la mente a un iceberg: la parte sommersa (inconscio) è molto più estesa di quella visibile e influenza profondamente i comportamenti umani.

L’interpretazione dei sogni

  L’interpretazione dei sogni Freud capì poi che i sogni sono la “via maestra” per conoscere l’inconscio. Nel sogno i desideri e i ricordi rimossi cercano di emergere, ma vengono trasformati dalla censura della coscienza. Per questo esistono: contenuto manifesto → il sogno così come lo ricordiamo; contenuto latente → il vero significato nascosto del sogno. Attraverso l’interpretazione dei sogni, lo psicoanalista cerca di scoprire il contenuto nascosto. Idee principali della psicoanalisi Freud arriva ad alcune conclusioni fondamentali: gran parte della mente è inconscia; molti comportamenti non sono guidati dalla ragione; disturbi psichici e vita normale funzionano con gli stessi meccanismi; i sintomi psicologici derivano da conflitti interiori tra coscienza e inconscio; parlare e ricordare aiuta a guarire